Laureata Precaria


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Quella seguente è una lista di tutte le voci dal personale categoria.

Una sera per caso…

Una sera per caso, cercando tra vecchi messaggi torna alla luce un momento, un momento che credevo vero, un momento che avevo dimenticato di aver vissuto, un momento che conteneva paroel per me ricche di significato e che in realtà erano vuote, vuote come l’anima di qualcuno che ferisce negando di farlo, come qualcuno che lascia la tua vita correre sul precipizio di un grattacielo straniero, come qualcuno che non ha avuto nessun coraggio dinnanzi ad un dolore umano, reale e che non perdona…

In un giorno in cui ormai non importa più a nessuno quanto è accaduto torna alla luce dalla tomba virtuale questo scorcio di menzogna, e c’è una parola che si ripete all’infinito, con unavverbio che rafforza ripetuto ancora una volta…

E quando stavo per dimenticare che nella vita nessuno ti diraà mai la verità per fortuna questo messaggio torna a farmelo ricordare…
E mentre qualcuno dorme di là aspettando che la mia presenza lo conforti io mi rendo conto che che si cammina da soli in ogni momento, che ogni sforzo è vano e che se c’è qualcosa di buono che gli altri ci possono lasciare è proprio la consapevolezza del vano fidarsi e del vano credere…

Ed a questo punto non posso che colpevolizzare me stessa e ringraziare qualcuno per avermi reso la persona cinica che sono oggi…
I miei sorrisi e i miei sogni sono adulti finalmente…
E chissà che invece le riflessioni amare che un tempo stavo ad asoltare in silenzio non siano stati solo vuoti tentativi di illusione di una maturità che in fondo non esisteva e che in fondo apparteneva a me e solo a me…


Dovremmo…

E’ quasi natale e a Bologna che freddo che fa
io parto da Milano per passarlo con mamma e papa’…

il mondo forse non e’ cambiato mai e pace in terra no non c’e’ non ci sara’
perche’ noi siamo uomini di buona volonta’
non so perche’ questo lusso di cartone
se razzismo guerra e fame ancora uccidono le persone
lo sai cos’e’ dovremmo stringerci le mani
o e’ natale tutti i giorni o non e’ natale mai
intanto i negozi brillano e brilla la tv le offerte speciali e i nostri dischi si vendono di piu’
il mondo forse non e’ cambiato mai
ma pace in terra forse un giorno ci sara’
perche’ il mondo ha molto tempo,
ha tempo molto piu’ di noi
intanto noi ci facciamo i regali il giorno che e’ nato cristo arricchiamo gli industriali
e intanto noi ci mangiamo i panettoni il giorno che e’ nato cristo diventiamo piu’ ciccioni

lo sai cos’e’ dovremmo stringerci le mani o e’ natale tutti i giorni o non e’ natale mai…

 

Luca Carboni



Neve…

Fuori è tutto bianco, opaco e smagliante allo stesso tempo…
Dentro si alternano luce e calore artificiale…
E le mie mani fremono per scrivere una lettera…
Ma mi chiedo se davvero verrebbe interpretata come è giusto che sia…
Dopo una giornata a risolvere problemi a me estranei non sono stata in grado di risolvere quelli mie personali…
Forse mi manca la voglia, forse sono stanca, forse ho solo voglia di starmene per i ca*** miei…
Stasera resto qui, dinnanzi ad un fuoco artificiale, che non scalda come vorrei…
E dormo da sola…
E penso che voglio stare proprio come in questo istante, freddo fuori e caldo dentro…


Anno bisestile terminato…

Nuovo anno…
Auguri a tutti!!!


Perchè la vita va sempre così…

Perchè la vita a volte è un pugno allo stomaco quando proprio tu non te lo aspetti…
Perchè la malinconia ci prende quando il sorriso era un personaggio costante delle nostre giornate…
Perchè appendendo nuovi sogni alle mie pareti mi sono sentita per un attimo una persona nuova…
E ora mi lancio in questa folle avventura…
So già come potrebbe andare e so anche che non è detto vada così…
Il Natale si prevede strano e incasinato…
Stavolta senza voli, coincidenze, treni, spostamenti, valigie…
Le valigie sono in fase di disfacimento per una seconda volta nella mia vita…


Io lo so che la vita mi prende in giro!!!

A distanza di un anno esatto si ripresentano situazioni troppo simili, le stesse domande, le stesse richieste, cambiano però il luogo e le persone…
Vedremo…
Ormai vivo alla giornata…
Non credendo più in niente…


Quella di una volta che ritorna!!!

Ebbene si, dopo tempo, tanto tempo, forse relativamente troppo per me, per il mio carattere, per il mio modo di essere, per la me che amavo e per quella che tutti amavano, si è ripresentata una faccia di me…
Quella faccia di me che mi rendeva splendida, quella faccia di me che sorride al mondo e che si lancia a capofitto…
Quella parte con gli occhi a mandorla, quella parte di me che ispira sogni, quella parte di me che è capace di cambiare le persone, quella parte di me che ti sa stupire ad ogni gesto, quella parte di me che c’è sempre per gli altri senza chiedere nulla in cambio…
Quella parte di me che è facile distruggere, quella parte di me che viene scaraventata via quando non serve più, quella parte di me che si sa commuovere… 
Quella parte di me che era rimasta chiusa dentro una mail, in un letto straniero, in una mattina col sole, in una mattina in cui il sole dall’altra parte del mondo era già volto al tramonto…
Quella parte di me che credevo morta, quella parte di me che ho nascosto dentro tutte le valigie che ho chiuso in questo anno di grandi cambiamenti che non riesco a fermare…
Quella parte di me che io so che merita di più…
Quella parte di me che non sarà mai nient’altro che mia…
Quella parte di me che ha voglia di andare di là e lasciarsi coccolare da una lacrima che non sa scendere…
Quella parte di me che qualcuno adesso chiama a gran voce…
Quella parte di me che sono e rester sempre…


Non sono sparita!!!

Non sono sparita, è solo che sono sommersa dagli impegni pratici quotidiani…
Oltre a dare tutta me stessa in un progetto mi sto continuando a guardare intorno e come sempre non so se e quanto resterò qui…
Davvero comincio a sperare che qualcuno mi fermi con la forza, ho bisogno di un posto tutto mio, di un angolo di privacy che mi faccia stare serena, anche se qui, dopo la burrasca, le cose vanno un pò meglio…


In questo mondo di ladri!!!

Ore 13.19 Repubblica titola: Crisi economica, Berlusconi serve iniezione speranza.
Nella mia testa a quel punto comincia a rigirarmi l’idea di scrivere una bella lettera di risposta al nostro Premier per spiegargli come una ragazza della mia età viva questo momento storico.
(Prima di scrivere questa lettera comincio ovviamente a chiedermi: come si inizierà una lettera indirizzata al Primo Ministro???  Potrei iniziare con “Stimato Premier” ma di stima io non ne provo molta a dire il vero, allora penso “Egregio Premier” ma anche questo termine non mi sembra consono, allora decido di scriverla nel modo più diretto e semplice possibile, evitando tutte quelle forme auliche tanto inutili nel linguaggio formale o burocatico…)

Salve Sig.r Berlusconi,
a scriverle è una semplice ragazza del sud, siciliana per l’esattezza, una che si è laureata col massimo dei voti in poco tempo, una che ha fatto tantissimi stage (mai retribuiti), perfino alla RAI di New York, una che ha vinto tutte le borse di studio che si potevano vincere e che non bastavano mai a coprire le spese dei suoi studi, una che per cercare lavoro si è girata mezza Italia e che ancora dopo un anno continua a fare colloqui per Call Center sottopagati, una che legge quotidianamente il giornale per cercare di capire come va il mondo, ma che qualche mattina apre il portafoglio e pensa che non può permettersi di spendere la media di 1,50 euro al giorno per tenersi informata.
Ebbene questa semplice ragazza che proviene da una famiglia normale, genitori impiegati e due fratelli minori, una da cui tutti si aspettano grandi cose, una che, come dicono gli altri, con le capacità che ha dovrebbe fare la giornalista o l’insegnante, ogni mattina si sveglia e aperto il giornale (quando come dicevamo può concedersi il lusso di acquistarlo) sente un vuoto. Non sto esagerando, non sto facendo scena, io mi arrabbio quando leggo il giornale, mi indigno, mi sento male e vorrei urlare. Così ho deciso che la domenica non lo compro, che la domenica può cascare il mondo ma io non lo leggo il giornale, perchè almeno la domenica voglio illudermi che questo paese funzioni e che io abbia un futuro in questa società.

Mi deprimo al pensiero che da domani sarò ancora una di quelle vocine che ti rispondono: “Salve sono Simona, in cosa posso esserle utile?”, dopo aver studiato per anni, dopo aver investito migliaia di euro per l’Università, per gli stage e altre migliaia per un master che mi indirizzasse verso il mondo del lavoro. 
E la mattina dopo il caffè aprire il giornale e leggere che la compagnia di bandiera cola a picco e noi poveri cittadini veniamo tassati per aiutarla,  leggere che i comuni italiani hanno perfino deciso di non presentare i loro bilanci annuali per protesta, sentire che alla regione sicilia vengono tolti milioni di euro, leggere che i miei coetanei sono in piazza a manifestare contro i tagli all’università e la distruzione di un sistema scolastico invidiatoci nel mondo, quello stesso sistema scolastico che mi ha reso la persona colta che sono oggi, vedere che altri ragazzi della mia età picchiano loro coetanei perchè indicati come “comunisti”. Mi riferisco alla ragazza picchiata sul treno Roma-Ciampino, lo stesso treno che prendevo anch’io molte mattine per recarmi a studiare nel cuore di Roma, o quel ragazzo picchiato a Bologna solo perchè di sinistra.
Sentirsi dire che quelli di sinistra come me sono dei “fannulloni”, quindi io oltre ad essere stata definita una “bambinona” e poi da lei definita “cogliona” ora sarei anche una “fannullona”… 
Ma io in queste parole non mi ci rivedo! Signor Premier le chiedo cortesemente di mettersi nei miei panni, nei panni di tutti quei “bambinoni-coglioni-fannulloni”, come li chiamate voi, che oggi vivono in questa società. Segua per un attimo il mio esempio: allora un ragazzo finisce il liceo, si iscrive all’università, se è fortunato, come me, riesce a studiare nella stessa città dove è cresciuto, altrimenti dovrà decidere di spostarsi, se va bene sempre all’interno della stessa provincia, altrimenti dovrà cambiare regione. Una volta iscritto dovrà pagare le tasse, se è bravo, come lo sono stata io, riuscirà a vincere qualche borsa di studio che a mala pena riuscirà a coprire la spesa dei libri. Poi magari il suddetto studente deciderà di recarsi all’estero per un breve periodo di studi e si impegnerà per avere buoni voti e vincere la borsa di mobilità internazionale. Poi arriverà finalmente il momento della tesi, dovrà acquistare altri libri, magari gli servirà un pc e una connessione ad internet. Poi termina il primo ciclo di studi e dovrà decidere di specializzarsi e così ricomincia a pagare le tasse, a fare domande per le borse di studio, a comprare libri…
Intanto sarà obbligato a fare dei tirocini, che ci vengono mostrati come delle buone opportunità per fare capolino nel mondo del lavoro e che invece sono tutte delle forme per sfruttare le nostre capacità con compiti stupidi dai quali non impariamo niente il più delle volte.
E finalmente lo studente finisce di studiare.
A quel punto potrà decidere di specializzarsi ancora con dei master (tutti a pagamento anche per i più meritevoli!!!) o potrà decidere di studiare ancora per fare carriera accademica, dovendosi prostrare ai piedi di qualche anziano professore e pregando tutte le notti che il suddetto professore crepi presto per avere qualche speranza di lavorare; oppure come ho fatto io potrà decidere di andare all’estero per un periodo, migliorare la propria conoscenza delle lingue (tutto questo solo se lo studente avrà per sua fortuna dei genitori che lo aiutino economicamente). 

Ma terminato l’iter universitario/stage/master/esperienza all’estero alla fine lo studente rimane solo con se stesso e decide di scrivere il suo bel curriculum vitae. Una volta compilato in tutte le sue parti, dopo aver passato la notte a ricordare tutti quei lavoretti fatti durante l’università (ovviamente tutti in nero!), stampa il suo bel curriculum allegando la fototessera migliore che ha a sua disposizione e comincia ad inviarlo a destra e a manca. E poi perchè non portarlo anche alle agenzie di lavoro temporaneo? O magari all’ufficio di collocamento?
Ebbene io l’ho fatto e le dico come sono andate le cose:
- agenzie di lavoro temporaneo in Sicilia/ufficio di collocamento: “mi spiace ma con un CV così sarà davvero difficile per lei trovare lavoro! In confidenza le dico che il problema è che qui non troverà proprio nessun lavoro!
- agenzie di lavoro al centro-nord/ufficio di collocamento: “Attualmente non sono presenti nel nostro DataBase richieste per un profilo professionale come il suo! Ma se vuole stiamo cercando degli operatori di call center con un contratto di massimo 6 mesi la cui retribuzione è minima, le va bene lo stesso?

Ecco alla fine lei pensrà che dovrei essere contenta, ho trovato lavoro in un call center dopo aver visto migliaia di annunci per lavori sottopagati, di cosa mi lamento? Ovvio che i miei anni passati sui libri, studiando la media di 8 ore al giorno, facendo la media di 10 esami all’anno, verranno ripagati dal primo cliente che mi chiamerà e si infurierà con me perchè la sua connessione non va. 
E intanto chiudono le fabbriche e nemmeno l’operaia potrei fare.
E intanto la borsa cola a picco e voi politici ci rispondete che non dobbiamo essere pessimisti, che basta un’iniezione di speranza e la crisi “va giù!” (secondo me non basterebbe neanche “il pochino di zucchero” di Mary Poppins per far cambiare idea agli italiani, ma se lei davvero trova questo vaccino anti-crisi io sarò la sua prima cavia!!!)

E allora mi dica lei come posso vivere bene in questo paese? In pratica ho studiato duramente per anni conseguendo la laurea a soli 23 anni, ho lasciato la mia famiglia e la mia terra per provare a trovare qualcosa di meglio in giro per l’Italia ma non è valso a niente, le mie idee politiche oggi vengono prese a calci e pugni in faccia da gruppi di fanatici incalliti, mi vengono offerti solo lavori precari a tempo determinato e sento sempre di più la necessità di fare anche sogni a tempo determinato, perchè oggi posso sognare di comprarmi il giornale ma non so se domani in borsa li avrò 2 euro per comprare il quotidiano. E il costo della benzina per fortuna scende, ma tanto io la macchina non ce l’ho e con una busta paga da 800 euro al mese ed un contratto da 6 mesi di certo non potrà comprarmela. Per non parlare dell’alloggio, con 800 euro al mese di certo non potrò prendermi una casa tutta per me e a mala pena riuscirò a pagare una stanza in un appartamento di studenti.

E allora caro Premier non mi resterà che chiedere qualche soldo ancora ai miei genitori che intanto pagano sempre più tasse, il mutuo, cercano di far studiare gli altri due figli, e sa cosa desidero personalmente per Natale? Non voglio un viaggio e nemmeno una macchina, neanche tanti soldi, vorrei solo un biglietto aereo per tornare a casa qualche giorno, in fondo non chiedo niente di particolare, no?


Fuori dal mondo virtuale…

Sono immersa in un mondo in cui le emozioni le senti fredde sulla pelle, in un mondo in cui le porte che ti sbattono in faccia per fortuna sono seguite da altre di cui senti aprire pian piano la maniglia, poi ci entri dentro senza sapere bene perchè, senza calcolare nulla, ci entri perchè non sapevi dove andare , non ti senti sicura, ma poi queste emozioni ti travolgono, senti come di meritartele e allora inizi a viverle…
E poi un giorno ti appare un’immagine e senti che ogni cosa è andata come doveva andare, non parlo di visioni o eventi extrasensoriali, ma di immagini reali, foto, eventi, incontri, sorrisi, lacrime, cose che ti fanno capire davvero che la vita non ha un perchè ma segue sempre un corso, un sentiero che purtroppo noi non sempre possiamo modificare…
E io stavolta non ho cercato per niente di modificarlo, le cose sono avvenute per caso, io ci ho messo solo me stessa, la mia rabbia, il mio poco sangue freddo, le mie esperienze, le mie immagini, le mie paure, e anche tutti i miei sorrisi…
E adesso il mondo mi sta sussurrando un sorriso, in privato, tutto mio…
Ma io sono sempre troppo altruista e volevo regalarvene un piccolo pezzettino!!!
E quei sorrisi ingenui e spero non calcolati mi hanno portato ancora una volta a prendere bagagli e burattini e ricambiare città…
Ebbene si, un altro treno mi ha portata ancora più lontano alla ricerca di quella città in cui un giorno prima o poi dovrò fermarmi…
E chi lo sà che non sia questa, o chi lo sà non sia la prossima…
Mi sento sempre di più un essere in divenire pronto ad imparare…
E anche dalle persone più improbabili a volte si può imparare che noi siamo sempre noi stessi…