Ore 13.19 Repubblica titola: Crisi economica, Berlusconi serve iniezione speranza.
Nella mia testa a quel punto comincia a rigirarmi l’idea di scrivere una bella lettera di risposta al nostro Premier per spiegargli come una ragazza della mia età viva questo momento storico.
(Prima di scrivere questa lettera comincio ovviamente a chiedermi: come si inizierà una lettera indirizzata al Primo Ministro??? Potrei iniziare con “Stimato Premier” ma di stima io non ne provo molta a dire il vero, allora penso “Egregio Premier” ma anche questo termine non mi sembra consono, allora decido di scriverla nel modo più diretto e semplice possibile, evitando tutte quelle forme auliche tanto inutili nel linguaggio formale o burocatico…)
Salve Sig.r Berlusconi,
a scriverle è una semplice ragazza del sud, siciliana per l’esattezza, una che si è laureata col massimo dei voti in poco tempo, una che ha fatto tantissimi stage (mai retribuiti), perfino alla RAI di New York, una che ha vinto tutte le borse di studio che si potevano vincere e che non bastavano mai a coprire le spese dei suoi studi, una che per cercare lavoro si è girata mezza Italia e che ancora dopo un anno continua a fare colloqui per Call Center sottopagati, una che legge quotidianamente il giornale per cercare di capire come va il mondo, ma che qualche mattina apre il portafoglio e pensa che non può permettersi di spendere la media di 1,50 euro al giorno per tenersi informata.
Ebbene questa semplice ragazza che proviene da una famiglia normale, genitori impiegati e due fratelli minori, una da cui tutti si aspettano grandi cose, una che, come dicono gli altri, con le capacità che ha dovrebbe fare la giornalista o l’insegnante, ogni mattina si sveglia e aperto il giornale (quando come dicevamo può concedersi il lusso di acquistarlo) sente un vuoto. Non sto esagerando, non sto facendo scena, io mi arrabbio quando leggo il giornale, mi indigno, mi sento male e vorrei urlare. Così ho deciso che la domenica non lo compro, che la domenica può cascare il mondo ma io non lo leggo il giornale, perchè almeno la domenica voglio illudermi che questo paese funzioni e che io abbia un futuro in questa società.
Mi deprimo al pensiero che da domani sarò ancora una di quelle vocine che ti rispondono: “Salve sono Simona, in cosa posso esserle utile?”, dopo aver studiato per anni, dopo aver investito migliaia di euro per l’Università, per gli stage e altre migliaia per un master che mi indirizzasse verso il mondo del lavoro.
E la mattina dopo il caffè aprire il giornale e leggere che la compagnia di bandiera cola a picco e noi poveri cittadini veniamo tassati per aiutarla, leggere che i comuni italiani hanno perfino deciso di non presentare i loro bilanci annuali per protesta, sentire che alla regione sicilia vengono tolti milioni di euro, leggere che i miei coetanei sono in piazza a manifestare contro i tagli all’università e la distruzione di un sistema scolastico invidiatoci nel mondo, quello stesso sistema scolastico che mi ha reso la persona colta che sono oggi, vedere che altri ragazzi della mia età picchiano loro coetanei perchè indicati come “comunisti”. Mi riferisco alla ragazza picchiata sul treno Roma-Ciampino, lo stesso treno che prendevo anch’io molte mattine per recarmi a studiare nel cuore di Roma, o quel ragazzo picchiato a Bologna solo perchè di sinistra.
Sentirsi dire che quelli di sinistra come me sono dei “fannulloni”, quindi io oltre ad essere stata definita una “bambinona” e poi da lei definita “cogliona” ora sarei anche una “fannullona”…
Ma io in queste parole non mi ci rivedo! Signor Premier le chiedo cortesemente di mettersi nei miei panni, nei panni di tutti quei “bambinoni-coglioni-fannulloni”, come li chiamate voi, che oggi vivono in questa società. Segua per un attimo il mio esempio: allora un ragazzo finisce il liceo, si iscrive all’università, se è fortunato, come me, riesce a studiare nella stessa città dove è cresciuto, altrimenti dovrà decidere di spostarsi, se va bene sempre all’interno della stessa provincia, altrimenti dovrà cambiare regione. Una volta iscritto dovrà pagare le tasse, se è bravo, come lo sono stata io, riuscirà a vincere qualche borsa di studio che a mala pena riuscirà a coprire la spesa dei libri. Poi magari il suddetto studente deciderà di recarsi all’estero per un breve periodo di studi e si impegnerà per avere buoni voti e vincere la borsa di mobilità internazionale. Poi arriverà finalmente il momento della tesi, dovrà acquistare altri libri, magari gli servirà un pc e una connessione ad internet. Poi termina il primo ciclo di studi e dovrà decidere di specializzarsi e così ricomincia a pagare le tasse, a fare domande per le borse di studio, a comprare libri…
Intanto sarà obbligato a fare dei tirocini, che ci vengono mostrati come delle buone opportunità per fare capolino nel mondo del lavoro e che invece sono tutte delle forme per sfruttare le nostre capacità con compiti stupidi dai quali non impariamo niente il più delle volte.
E finalmente lo studente finisce di studiare.
A quel punto potrà decidere di specializzarsi ancora con dei master (tutti a pagamento anche per i più meritevoli!!!) o potrà decidere di studiare ancora per fare carriera accademica, dovendosi prostrare ai piedi di qualche anziano professore e pregando tutte le notti che il suddetto professore crepi presto per avere qualche speranza di lavorare; oppure come ho fatto io potrà decidere di andare all’estero per un periodo, migliorare la propria conoscenza delle lingue (tutto questo solo se lo studente avrà per sua fortuna dei genitori che lo aiutino economicamente).
Ma terminato l’iter universitario/stage/master/esperienza all’estero alla fine lo studente rimane solo con se stesso e decide di scrivere il suo bel curriculum vitae. Una volta compilato in tutte le sue parti, dopo aver passato la notte a ricordare tutti quei lavoretti fatti durante l’università (ovviamente tutti in nero!), stampa il suo bel curriculum allegando la fototessera migliore che ha a sua disposizione e comincia ad inviarlo a destra e a manca. E poi perchè non portarlo anche alle agenzie di lavoro temporaneo? O magari all’ufficio di collocamento?
Ebbene io l’ho fatto e le dico come sono andate le cose:
- agenzie di lavoro temporaneo in Sicilia/ufficio di collocamento: “mi spiace ma con un CV così sarà davvero difficile per lei trovare lavoro! In confidenza le dico che il problema è che qui non troverà proprio nessun lavoro!“
- agenzie di lavoro al centro-nord/ufficio di collocamento: “Attualmente non sono presenti nel nostro DataBase richieste per un profilo professionale come il suo! Ma se vuole stiamo cercando degli operatori di call center con un contratto di massimo 6 mesi la cui retribuzione è minima, le va bene lo stesso?“
Ecco alla fine lei pensrà che dovrei essere contenta, ho trovato lavoro in un call center dopo aver visto migliaia di annunci per lavori sottopagati, di cosa mi lamento? Ovvio che i miei anni passati sui libri, studiando la media di 8 ore al giorno, facendo la media di 10 esami all’anno, verranno ripagati dal primo cliente che mi chiamerà e si infurierà con me perchè la sua connessione non va.
E intanto chiudono le fabbriche e nemmeno l’operaia potrei fare.
E intanto la borsa cola a picco e voi politici ci rispondete che non dobbiamo essere pessimisti, che basta un’iniezione di speranza e la crisi “va giù!” (secondo me non basterebbe neanche “il pochino di zucchero” di Mary Poppins per far cambiare idea agli italiani, ma se lei davvero trova questo vaccino anti-crisi io sarò la sua prima cavia!!!)
E allora mi dica lei come posso vivere bene in questo paese? In pratica ho studiato duramente per anni conseguendo la laurea a soli 23 anni, ho lasciato la mia famiglia e la mia terra per provare a trovare qualcosa di meglio in giro per l’Italia ma non è valso a niente, le mie idee politiche oggi vengono prese a calci e pugni in faccia da gruppi di fanatici incalliti, mi vengono offerti solo lavori precari a tempo determinato e sento sempre di più la necessità di fare anche sogni a tempo determinato, perchè oggi posso sognare di comprarmi il giornale ma non so se domani in borsa li avrò 2 euro per comprare il quotidiano. E il costo della benzina per fortuna scende, ma tanto io la macchina non ce l’ho e con una busta paga da 800 euro al mese ed un contratto da 6 mesi di certo non potrà comprarmela. Per non parlare dell’alloggio, con 800 euro al mese di certo non potrò prendermi una casa tutta per me e a mala pena riuscirò a pagare una stanza in un appartamento di studenti.
E allora caro Premier non mi resterà che chiedere qualche soldo ancora ai miei genitori che intanto pagano sempre più tasse, il mutuo, cercano di far studiare gli altri due figli, e sa cosa desidero personalmente per Natale? Non voglio un viaggio e nemmeno una macchina, neanche tanti soldi, vorrei solo un biglietto aereo per tornare a casa qualche giorno, in fondo non chiedo niente di particolare, no?
Di canzone in canzone
di casello in stazione
abbiam fatto giornata
che era tutta da fare
la luna ci ha presi
e ci ha messi a dormire
o a cerchiare la bocca
per stupirci o fumare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile
Buonanotte all’Italia deve un po’ riposare
tanto a fare la guardia c’è un bel pezzo di mare
c’è il muschio ingiallito dentro questo presepio
che non viene cambiato, che non viene smontato
e zanzare vampiri che la succhiano lì
se lo pompano in pancia un bel sangue così
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volerla comprare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole
Buonanotte all’Italia che ci ha il suo bel da fare
tutti i libri di storia non la fanno dormire
sdraiata sul mondo con un cielo privato
fra San Pietri e Madonne
fra progresso e peccato
fra un domani che arriva ma che sembra in apnea
ed i segni di ieri che non vanno più via
di carezza in carezza
di certezza in stupore
tutta questa bellezza senza navigatore
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole
Buonanotte all’Italia con gli sfregi nel cuore
e le flebo attaccate da chi ha tutto il potere
e la guarda distratto come fosse una moglie
come un gioco in soffitta che gli ha tolto le voglie
e una stella fa luce senza troppi perché
ti costringe a vedere tutto quello che c’è
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volersela fare…
(Luciano Ligabue)
Ormai è certo, ufficiale e da accettare…
Ha vinto la coalizione del Pdl di Silvio Berlusconi, eppure nonostante tutte le varie previsioni contrarie c’era da aspettarselo…
L’unica cosa che da povera ignorante non mi aspettavo era l’affluenza alle urne dell’80% circa sia per Camera che per Senato, certo è un dato più basso rispetto a quello di due anni fa ma comunque un dato positivo…
La gente si è alzata per votare, per esprimere, nonostante la grossa crisi, il proprio parere…
L’Italia torna ad essere un paese di destra, un paese che gioca a dare prima un governo alla destra, poi uno alla sinistra e poi di nuovo alla destra…
Mamma che popolo coerente che siamo!!! E va bhe si cerca di cambiare aria ogni tanto no? E poi bisogna far lavorare tutti, no?
Bhe tutto il resto lo sapete, Veltroni che ha chiamato Berlusconi per fargli le sue congratulazioni, Zapatero che lo chiama subito dopo per dirgli “e pensare che io speravo che vincesse Veltroni”…
Adesso si aspettano gli spogli per le regionali e le provinciali e poi avremo un quadro definitivo del nuovo paese…
Ma per chiudere stasera volevo riportavi questo trafiletto tratto da Repubblica…
Milano, anziano muore in cabina elettorale
Aveva appena ritirato le schede per votare ma, entrato nella cabina elettorale, si è accasciato a terra. Soccorso dal presidente di seggio e dai sanitari del 118, Giuseppe Imperiale, 73 anni, non è riuscito a superare la crisi cardiaca. Il fatto è avvenuto nella tarda mattinata di oggi al seggio n. 21 della scuola materna del quartiere Tessera, a Cesano Boscone, nel milanese.
Sempre a Cesano Boscone, e sempre nel quartiere Tessera, al seggio n.2 di via Bramante, invece, un uomo seguito dai servizi sociali comunali, ha incendiato le schede che gli sono state consegnate. L’episodio è stato verbalizzato e sarà l’autorità giudiziaria a decidere se perseguire penalmente il responsabile.
Ma tutto a Cesano Boscone succede???
In una domenica così importante per l’Italia e anche per la Sicilia essere lontana mi porta a sentirmi un pò in colpa…
Non essere a casa per votare, per dare il mio contributo per questo stato e alla mia regione, per dire anch’io la mia su questa situazione assurda che vige da tempo sulle nostre teste, senza che nessuno mai e dico mai si ribelli…
E’ troppo bello lamentarsi e non fare mai niente, ma in questo noi Siciliani siamo fin troppo bravi!
Per questo attendo con ansia i responsi di queste nuove elezioni, troppo vicine a quelle passate, troppo incasinate, sperando che anche questa volta si scelga il male minore e che questo male non infetti troppo un paese già in punto di morte…
Vi lascio un video, un video che credo ogni Siciliano senta più suo se si è trovato a dover lasciare la Sicilia con una lacrima amara sul volto…
Quando arrivi all’aeroporto o alla stazione e senti che, nonstante ti manchi quella terra in cui hai trascorso la parte forse migliore della tua vita, quella stessa terra non ti appartiene più!
Perchè quella terra dai mille sapori, dagli odori forti, dal caldo asfissiante, quella terra che ci ha dato la vita stessa alla fine ce l’ha tolta…
Andate a votare con coscienza, soffermatevi un attimo a pensare al bene comune e non a chi vi ha promesso che con quella X otterrete un favore personale, perchè per me anche questa è mafia!
Non lasciamo che a vincere sia solo chi ha offerto di più, ma chi invece promette qualcosa di diverso, anche se magari appena salito al potere ce la metterà lì dove ce l’hanno sempre messa tutti!
Nell’apporre quel segno ricordate che siamo nati nel Bel Paese in cui vige la regola “lasciamoci comandare dal più forte” e ricordiamo che alla fine il più forte siamo noi tutti insieme!
Buon voto a tutti!
In un clima di totale confusione politica il web ha pensato di darci una mano con il Politometro, con qualche minuto di pazienza, rispondendo a solo 15 domande è possibile avere una idea del nostro schieramento politico…
Funzionerà?
Per saperlo andate sul sito di Repubblica e provate…
Con me c’ha preso al 90%!!!