Tanti auguri a me, tanti auguri a me…
Oggi è il mio comple!!!
Ho troppe cose da fare purtoppo per aggiornare con serenità il blog ma volevo dirvelo!!!
Adesso mi aspetto gli auguri!!!
Tanto per saperlo sono 24!!!
In questo mondo di ladri!!!
Ore 13.19 Repubblica titola: Crisi economica, Berlusconi serve iniezione speranza.
Nella mia testa a quel punto comincia a rigirarmi l’idea di scrivere una bella lettera di risposta al nostro Premier per spiegargli come una ragazza della mia età viva questo momento storico.
(Prima di scrivere questa lettera comincio ovviamente a chiedermi: come si inizierà una lettera indirizzata al Primo Ministro??? Potrei iniziare con “Stimato Premier” ma di stima io non ne provo molta a dire il vero, allora penso “Egregio Premier” ma anche questo termine non mi sembra consono, allora decido di scriverla nel modo più diretto e semplice possibile, evitando tutte quelle forme auliche tanto inutili nel linguaggio formale o burocatico…)
Salve Sig.r Berlusconi,
a scriverle è una semplice ragazza del sud, siciliana per l’esattezza, una che si è laureata col massimo dei voti in poco tempo, una che ha fatto tantissimi stage (mai retribuiti), perfino alla RAI di New York, una che ha vinto tutte le borse di studio che si potevano vincere e che non bastavano mai a coprire le spese dei suoi studi, una che per cercare lavoro si è girata mezza Italia e che ancora dopo un anno continua a fare colloqui per Call Center sottopagati, una che legge quotidianamente il giornale per cercare di capire come va il mondo, ma che qualche mattina apre il portafoglio e pensa che non può permettersi di spendere la media di 1,50 euro al giorno per tenersi informata.
Ebbene questa semplice ragazza che proviene da una famiglia normale, genitori impiegati e due fratelli minori, una da cui tutti si aspettano grandi cose, una che, come dicono gli altri, con le capacità che ha dovrebbe fare la giornalista o l’insegnante, ogni mattina si sveglia e aperto il giornale (quando come dicevamo può concedersi il lusso di acquistarlo) sente un vuoto. Non sto esagerando, non sto facendo scena, io mi arrabbio quando leggo il giornale, mi indigno, mi sento male e vorrei urlare. Così ho deciso che la domenica non lo compro, che la domenica può cascare il mondo ma io non lo leggo il giornale, perchè almeno la domenica voglio illudermi che questo paese funzioni e che io abbia un futuro in questa società.
Mi deprimo al pensiero che da domani sarò ancora una di quelle vocine che ti rispondono: “Salve sono Simona, in cosa posso esserle utile?”, dopo aver studiato per anni, dopo aver investito migliaia di euro per l’Università, per gli stage e altre migliaia per un master che mi indirizzasse verso il mondo del lavoro.
E la mattina dopo il caffè aprire il giornale e leggere che la compagnia di bandiera cola a picco e noi poveri cittadini veniamo tassati per aiutarla, leggere che i comuni italiani hanno perfino deciso di non presentare i loro bilanci annuali per protesta, sentire che alla regione sicilia vengono tolti milioni di euro, leggere che i miei coetanei sono in piazza a manifestare contro i tagli all’università e la distruzione di un sistema scolastico invidiatoci nel mondo, quello stesso sistema scolastico che mi ha reso la persona colta che sono oggi, vedere che altri ragazzi della mia età picchiano loro coetanei perchè indicati come “comunisti”. Mi riferisco alla ragazza picchiata sul treno Roma-Ciampino, lo stesso treno che prendevo anch’io molte mattine per recarmi a studiare nel cuore di Roma, o quel ragazzo picchiato a Bologna solo perchè di sinistra.
Sentirsi dire che quelli di sinistra come me sono dei “fannulloni”, quindi io oltre ad essere stata definita una “bambinona” e poi da lei definita “cogliona” ora sarei anche una “fannullona”…
Ma io in queste parole non mi ci rivedo! Signor Premier le chiedo cortesemente di mettersi nei miei panni, nei panni di tutti quei “bambinoni-coglioni-fannulloni”, come li chiamate voi, che oggi vivono in questa società. Segua per un attimo il mio esempio: allora un ragazzo finisce il liceo, si iscrive all’università, se è fortunato, come me, riesce a studiare nella stessa città dove è cresciuto, altrimenti dovrà decidere di spostarsi, se va bene sempre all’interno della stessa provincia, altrimenti dovrà cambiare regione. Una volta iscritto dovrà pagare le tasse, se è bravo, come lo sono stata io, riuscirà a vincere qualche borsa di studio che a mala pena riuscirà a coprire la spesa dei libri. Poi magari il suddetto studente deciderà di recarsi all’estero per un breve periodo di studi e si impegnerà per avere buoni voti e vincere la borsa di mobilità internazionale. Poi arriverà finalmente il momento della tesi, dovrà acquistare altri libri, magari gli servirà un pc e una connessione ad internet. Poi termina il primo ciclo di studi e dovrà decidere di specializzarsi e così ricomincia a pagare le tasse, a fare domande per le borse di studio, a comprare libri…
Intanto sarà obbligato a fare dei tirocini, che ci vengono mostrati come delle buone opportunità per fare capolino nel mondo del lavoro e che invece sono tutte delle forme per sfruttare le nostre capacità con compiti stupidi dai quali non impariamo niente il più delle volte.
E finalmente lo studente finisce di studiare.
A quel punto potrà decidere di specializzarsi ancora con dei master (tutti a pagamento anche per i più meritevoli!!!) o potrà decidere di studiare ancora per fare carriera accademica, dovendosi prostrare ai piedi di qualche anziano professore e pregando tutte le notti che il suddetto professore crepi presto per avere qualche speranza di lavorare; oppure come ho fatto io potrà decidere di andare all’estero per un periodo, migliorare la propria conoscenza delle lingue (tutto questo solo se lo studente avrà per sua fortuna dei genitori che lo aiutino economicamente).
Ma terminato l’iter universitario/stage/master/esperienza all’estero alla fine lo studente rimane solo con se stesso e decide di scrivere il suo bel curriculum vitae. Una volta compilato in tutte le sue parti, dopo aver passato la notte a ricordare tutti quei lavoretti fatti durante l’università (ovviamente tutti in nero!), stampa il suo bel curriculum allegando la fototessera migliore che ha a sua disposizione e comincia ad inviarlo a destra e a manca. E poi perchè non portarlo anche alle agenzie di lavoro temporaneo? O magari all’ufficio di collocamento?
Ebbene io l’ho fatto e le dico come sono andate le cose:
- agenzie di lavoro temporaneo in Sicilia/ufficio di collocamento: “mi spiace ma con un CV così sarà davvero difficile per lei trovare lavoro! In confidenza le dico che il problema è che qui non troverà proprio nessun lavoro!“
- agenzie di lavoro al centro-nord/ufficio di collocamento: “Attualmente non sono presenti nel nostro DataBase richieste per un profilo professionale come il suo! Ma se vuole stiamo cercando degli operatori di call center con un contratto di massimo 6 mesi la cui retribuzione è minima, le va bene lo stesso?“
Ecco alla fine lei pensrà che dovrei essere contenta, ho trovato lavoro in un call center dopo aver visto migliaia di annunci per lavori sottopagati, di cosa mi lamento? Ovvio che i miei anni passati sui libri, studiando la media di 8 ore al giorno, facendo la media di 10 esami all’anno, verranno ripagati dal primo cliente che mi chiamerà e si infurierà con me perchè la sua connessione non va.
E intanto chiudono le fabbriche e nemmeno l’operaia potrei fare.
E intanto la borsa cola a picco e voi politici ci rispondete che non dobbiamo essere pessimisti, che basta un’iniezione di speranza e la crisi “va giù!” (secondo me non basterebbe neanche “il pochino di zucchero” di Mary Poppins per far cambiare idea agli italiani, ma se lei davvero trova questo vaccino anti-crisi io sarò la sua prima cavia!!!)
E allora mi dica lei come posso vivere bene in questo paese? In pratica ho studiato duramente per anni conseguendo la laurea a soli 23 anni, ho lasciato la mia famiglia e la mia terra per provare a trovare qualcosa di meglio in giro per l’Italia ma non è valso a niente, le mie idee politiche oggi vengono prese a calci e pugni in faccia da gruppi di fanatici incalliti, mi vengono offerti solo lavori precari a tempo determinato e sento sempre di più la necessità di fare anche sogni a tempo determinato, perchè oggi posso sognare di comprarmi il giornale ma non so se domani in borsa li avrò 2 euro per comprare il quotidiano. E il costo della benzina per fortuna scende, ma tanto io la macchina non ce l’ho e con una busta paga da 800 euro al mese ed un contratto da 6 mesi di certo non potrà comprarmela. Per non parlare dell’alloggio, con 800 euro al mese di certo non potrò prendermi una casa tutta per me e a mala pena riuscirò a pagare una stanza in un appartamento di studenti.
E allora caro Premier non mi resterà che chiedere qualche soldo ancora ai miei genitori che intanto pagano sempre più tasse, il mutuo, cercano di far studiare gli altri due figli, e sa cosa desidero personalmente per Natale? Non voglio un viaggio e nemmeno una macchina, neanche tanti soldi, vorrei solo un biglietto aereo per tornare a casa qualche giorno, in fondo non chiedo niente di particolare, no?
Fuori dal mondo virtuale…
Sono immersa in un mondo in cui le emozioni le senti fredde sulla pelle, in un mondo in cui le porte che ti sbattono in faccia per fortuna sono seguite da altre di cui senti aprire pian piano la maniglia, poi ci entri dentro senza sapere bene perchè, senza calcolare nulla, ci entri perchè non sapevi dove andare , non ti senti sicura, ma poi queste emozioni ti travolgono, senti come di meritartele e allora inizi a viverle…
E poi un giorno ti appare un’immagine e senti che ogni cosa è andata come doveva andare, non parlo di visioni o eventi extrasensoriali, ma di immagini reali, foto, eventi, incontri, sorrisi, lacrime, cose che ti fanno capire davvero che la vita non ha un perchè ma segue sempre un corso, un sentiero che purtroppo noi non sempre possiamo modificare…
E io stavolta non ho cercato per niente di modificarlo, le cose sono avvenute per caso, io ci ho messo solo me stessa, la mia rabbia, il mio poco sangue freddo, le mie esperienze, le mie immagini, le mie paure, e anche tutti i miei sorrisi…
E adesso il mondo mi sta sussurrando un sorriso, in privato, tutto mio…
Ma io sono sempre troppo altruista e volevo regalarvene un piccolo pezzettino!!!
E quei sorrisi ingenui e spero non calcolati mi hanno portato ancora una volta a prendere bagagli e burattini e ricambiare città…
Ebbene si, un altro treno mi ha portata ancora più lontano alla ricerca di quella città in cui un giorno prima o poi dovrò fermarmi…
E chi lo sà che non sia questa, o chi lo sà non sia la prossima…
Mi sento sempre di più un essere in divenire pronto ad imparare…
E anche dalle persone più improbabili a volte si può imparare che noi siamo sempre noi stessi…
Non smetto di cercarmi in una canzone!!!
Non riesco a smettere di cercarmi dentro le canzoni, nelle emozioni cantate da qualcuno in un altro tempo, in un altro luogo, senza conoscermi, senza neppure che fossi nata…
Perchè le emozioni umane alla fine sono sempre le stesse, siamo esseri unici che vivono gli stessi dolori, con intensità e sfumature diverse e cangianti, ma tutti accomunati dalla stessa immagine di vita…
E oggi con la radio accesa, mentre dividevamo un compito, mentre ognuno assolveva la sua parte e il suo dovere, abbiamo cantato una canzone, io mi sono rivista lì dentro, come quando mi canti quelle in cui ti rivedi tu, quelle che mi canti per mandarmi dei segnali che forse speri io non riesca a cogliere…
Io stavolta ho cantato sperando tu capissi quello che sento…
Ed ho sussurrato l’idea di ciò che mi spaventa e di ciò che non riesce a coinvolgermi e ho avuto più paura di me che di te…
Ho visto la mia idea e i miei scopi, ho visto il futuro imminente di una divisione, di una scelta che sto facendo, di una cosa che mi sono imposta di vivere, ma di cui non sono pienamente convinta…
E le tue parole di venerdì mi hanno trovato spiazzata, mi avevano attraversato i pensieri in qualche occasione, ma sentirle è stata tutta un’altra cosa…
E forse è la prima volta che ti scrivo anche se so che non leggerai…
E forse anche se ti ho detto la verità, forse non l’ho detta tutta…
Perchè la verità è che la mia verità se arriverà arriverà da sè, senza che io la cerchi…
Perchè la spontaneità prima era una mia grande caratteristica…
Anche se tu lo sei più di me…
E questo a volte mi mette a disagio, ma è una cosa che ammiro di te…
Perchè ti ammirerò, lo so…
E soprattutto ti ringrazierò ancora come sto già facendo…
Ma adesso posso solo dirti questo, sinceramente come so fare…
E sai che mi aspetteranno treni, aerei, partenze, sogni e pezzi di vita da vivere lontano…
Perchè non riesco a smettere, soprattutto adesso, di essere così come sono…
La mia vagabonda mi appartiene…
Ma qualche volta fermarsi, con le persone che lo meritano, serve…
Lo so!!!
E allora mi fermo per un pò, senza invaderti la vita, senza chiedere niente di più di quello che tu mi vorrai dare, e lo so che è tantissimo… anche se non me lo merito affatto!!!
E io ci sono…
Oggi sono qui… anzi lo ero… perchè un altro treno mi ha portato via…
Ma sarà lo stesso che porterà ancora le mie valigie per andare in un’altra città…
Perchè arrivano altri cambiamenti, arrivano altre mete da conoscere, un altro viaggio…
Breve e sicuramente intenso, nel bene e nel male!
Usare i blog per scopi personali è SBAGLIATO!!!
Lo so, lo so, non dovrei farlo, ma lo faccio lo stesso!
Uso il blog per scopi personali e me ne assumo tutte le conseguenze!
Vado diretta al nocciolo del discorso: ho scritto un racconto per il concorso “Italians” del Corriere della Sera on line e da qualche giorno è possibile votarli.
Alla fine non ci saranno premi particolari, verrà creato un ebook con i pezzi migliori…
Insomma l’ho scritto per la gloria!!!
Se vi va il mio racconto potete leggerlo qui… e se vi piace magari votatelo e fatemi soprattutto sapere che ne pensate!!!
Ascolto pezzi di me…
Mentre ascolto pezzi di me che probabilmente non sanno di essere miei, di esserlo stati e di poterlo essere ancora, imparo le parole di canzoni inedite e che se fossero uscite prima mi avrebbero aiutato a capire il mio futuro…
E questa canzone era mia prima ancora di vedere la luce…
Lei mi ha sempre invaso la vita inconsapevolmente, come una gemella separata da me alla nascita che ha vissuto le mie stesse esperienze…
Anche lei ha saputo cantare le eccezioni e i fiori mai sbocciati…
E ha incontrato persone meschine che le hanno spezzato la vita in due esistenze diverse…
E la canzone parla di qualcosa messa da parte, come è successo a me…
E io sento di averla vissuta prima di averla ascoltata, di averla immaginata mentre era stata scritta ma non incisa…
Ci sono io dentro quella canzone, i miei sentimenti, i miei dolori, i miei pensieri, le mie rabbie, e i miei valori infranti…
E per fortuna anche io ho messo da parte…
Ma oggi questa canzone ha risvegliato i ricordi delle ire vissute e quelle mai sopite…
E la voglia di verità e chiarezza mai accontentata…
Me per fortuna dopo questo ascolto torno a mettere da parte per andare incontro alla mia nuova vita fatta di altre liti e di nuovi valori primari…
Perchè un pò meschina lo sono diventata anch’io ma senza mai dimenticare di dire sempre tutto quello che penso,
perchè credo che anche se le bugie e il “non detto” fanno soffrire meno della verità dura e cruda,
lasciano però nell’uomo il tarlo della curiosità insoluta che logora
e fa immaginare verità apparenti che ti deteriorano…
L’uomo meschino
- Carmen Consoli -
Comunque sia ho già messo da parte quel risentimento che logora
la rabbia e il disprezzo
verso l’uomo meschino che avanza incontrastato e che adesso
parla e contamina il tuo sguardo
dominando le intenzioni
che coiniuga l’avidità all’irriconoscenza
ed io raccolgo i testi di un valore frantumato
Comunque sia ho già messo da parte
quel bisogno di chiarezza e verità
quel senso di rivalsa verso l’uomo meschino
che come un cancro nell’animo
degenera e contamina il tuo sguardo dominando le intenzioni
ed io raccolgo i resti di un valore saccheggiato
e poi lasciato in pasto ai topi affamati in angusti scantinati
l’uomo meschino degenera
l’uomo meschino…
Ride e contamina il tuo sguardo dominando le intenzioni
trama e coniuga l’avidità all’irriconoscenza
ed io raccolgo i resti di un valore devastato
l’uomo meschino degenera…
Comunque sia ho già messo da parte
quel risentimento che logora!
La vita è un ciclo…
Non avrei mai pensato che a distanza di un anno le cose nella mia vita si sarebbero ripetute quasi uguali…
Nuove città da cui prendere un pezzo di vita…
Nuove persone che attendono un mio arrivo…
Nuovi lavori da concludere…
Nuovi lavori da cercare…
Vecchi liti con una famiglia che non mi sta più dietro…
Vecchi sentimenti che per fortuna cambiano giorno dopo giorno…
Nuovi sentimenti che mi circondano…
Nuove scelte da fare tutte per me…
E io ci sto provando con tutte le mie forze a capire se questa può essere la cosa giusta…
Ma la conclusione non arriva facilmente…
E io continuo a dare il meglio di me, sotto ogni punto di vista…
Anche se i miei meriti vengono buttati al cesso e criticati sempre…
E forse è vero che non riesco ad andare d’accordo con nessuno…
Forse sono io quella che non riesce a farsi capire…
Forse è solo che occorre che occorre ricevere una telefonata per sentirsi meglio…
E poco fa è arrivata…
Allora mi sono decisa…
Altro treno, altra corsa…
La mia vita dentro le canzoni!!!
Un’amica ha detto, proprio qui, che mi vede anche lei dentro una canzone…
E allora l’ho ascoltata…
E mi ci sono rivista anche io…
In qualche verso ci sono io…
Quelli, come me, che viaggiano sempre…
Quelli che, similmente a me, dicono addio almeno un paio di volte all’anno…
Quelli che, come me, fanno una festa di addio d’estate e una per Natale…
E io sono così…
Mi si sta chiedendo di tornare indietro o di mettere radici…
Ma io non sono ancora pronta…
Ho ancora così tante cose da vedere…
Ho ancora così tante persone da conoscere…
Ho ancora così tanti sogni che devono essere irrealizzati…
Ho ancora così tante botte da prendere…
E ho ancora tanti favori da chiedere…
Ma prima o poi il momento doveva arrivare…
Hey! if we can solve any problem
Then why do we lose so many tears?
Oh, and so you go again
When the leading man appears
Always the same thing
Can’t you see,
we’ve got everything goin’ on and on and on
Every time you go away,
you take a piece of me with you…
Every time you go away,
you take a piece of me with you…
Go on and go free, yeah
Maybe you’re too close to see
I can feel your body move
It doesn’t mean that much to me
I can’t go on sayin’ the same thing
Just can’t you see,
we’ve got everything
baby even though you know
I can’t go on sayin’ the same thing
‘Cause baby, cancha see,
we’ve got everything goin’ on and on and on
C’era un’anima fragile nella mia vita…
E tu
chissà dove sei
anima fragile
che mi ascoltavi immobile
ma senza ridere…
E ora tu chissà
chissà dove sei
avrai trovato amore
o, come me, cerchi soltanto d’avventure
perché non vuoi più piangere!
E la vita continua
anche senza di noi
che siamo lontano ormai
da tutte quelle situazioni che ci univano
da tutte quelle piccole emozioni che bastavano
da tutte quelle situazioni che non tornano mai!
Perché col tempo cambia tutto lo sai
cambiamo anche noi
e cambiamo anche noi
e cambiamo anche noi!
e cambiamo anche noi!
Vasco Rossi
Anima Fragile
…
Perchè a tutti noi è capitato di perdere qualcuno…
Perchè a tutti noi è capitato di perdere una persona cara…
E le “abitudini cambiano” (altra citazione di Vasco!)…
E io resto per fortuna un’anima fragile, forse con una bella scorza all’esterno,
forse ho imparato a recitare la parte della dura,
ma dentro sono sempre la stessa,
con la stessa trasparenza di un tempo…
E invece gli altri diventano opachi e attenti solo al riflesso esterno
che danno di loro agli altri…
Senza preoccuparsi delle emozioni che suscitano…
Per fortuna io continuo a destare sorrisi e affetto…
E sto andando avanti come ho sempre fatto…
Con gli stessi valori…
Ho avuto una pausa da me…
Ma adesso, ricongiunto il passato, accertatami che tutto procede bene,
vado avanti e lo lascio senza di me…
E gli altri continuano ancora a vedermi dentro una “canzone”…
Anche se…
Anche se un dolore si supera a volte torna sotto altre forme…
Anche se un dolore è stato archiviato, cancellato, superato, a volte torna in modi inaspettati…
A volte te lo ritrovi dentro una canzone, dentro una vecchia pagina scritta in viaggio, dentro una vecchia foto…
E a volte sul viso scende un pò di malinconia…
E poi si vola tra i ricordi sbiaditi…
E ci si rende conto che la memoria si cancella involontariamente…
Che anche se ci si sforza di pensare le cose ci appaiono vane…
Le emozioni restano immortalate come in vecchio film in bianco e nero…
Senza neppure i sottotitoli…
E le persone ci appaiono come belle immagini immortalate da un obiettivo che non ha messo bene a fuoco il soggetto…
Si per fortuna anche se qualcosa ogni tanto si riaccende è un fuoco tiepido, quasi freddo…
E poi ci sono nuovi ricordi da vivere, nuovi ricordi da sognare, nuove foto da scattare, nuove cose da vedere, nuovi viaggi da intraprendere, nuove batoste da ricevere e da dare…
Si perchè la vita ti sorride in questo modo…
Ti arriva all’improvviso alle spalle cercando di farti paura ma tu hai smesso di tremare…
E sai che quell’emozione è morta…
Non ti appartiene più…
E’ andata indietro, come un vecchio VHS che hai lasciato in cantina e che ritrovi dopo anni…
Lo guardi, ti ci rivedi, ti commuovi per quello che sei stata ma poi guardi al presente e ringrazi Dio che sia passato…
Non sai neppure se dire “è stato bello”, sai solo dire che quel pezzo di pellicola ha contribuito in qualche modo a renderti ciò che sei adesso…
E questo è l’importante…
Perchè non siamo altro che il risultato delle nostre esperienze…
Niente di più che noi che abbiamo attraversato il passato e siamo atterrati nel nostro presente, pronti a catapultarci nel futuro…
E io sono pronta…
Con tutte le mie paure, i miei timori, ma anche con tutti i sogni che sono morti per la via…
Ma per fortuna i sogni nascono e muoiono… e poi rinascono… oppure resuscitano…


